Bari si prepara a celebrare il suo Santo patrono. L’8 maggio è ormai alle porte e i cittadini baresi sono euforici di riunirsi e di riempire le strade della metropoli per commemorare il vescovo di Myra. Ma come sono giunte le spoglie di San Nicola dalla Turchia in Puglia? Facciamo un salto nella storia.
Come sono giunte le spoglie di San Nicola dalla Turchia in Puglia?
Facciamo un salto nella storia
Siamo nel 1087, epoca in cui Bari viveva il suo momento più oscuro e languido. La città, fino a pochi anni prima, godeva di notevoli prestigio e ricchezza. Bari, infatti, era stata la sede del Catapano, il viceré dell’Imperatore di Costantinopoli. Funzionari, soldati d’élite, architetti e commercianti che parlavano greco fluivano incessantemente nell’attuale capoluogo pugliese. Ma nel 1071, ahimè, il normanno Roberto il Guiscardo, dopo un lungo assedio, espugnò la città.
Con la conseguente conquista da parte dei Normanni, i centri di potere furono spostati verso Salerno o Palermo, in Sicilia. Bari, dunque, aveva perso il suo ruolo di capitale bizantina in Italia. Da cardine splendente dell’Impero d’Oriente, la città venne declassata a semplice periferia del nuovo dominio normanno, vedendo svanire privilegi, ricchezze e potere politico. Occorreva un miracolo, o meglio un Santo, per tornare al benessere. L’obiettivo era trafugare le spoglie di San Nicola da Myra, città di cui era stato vescovo, sottraendole all’avanzata musulmana, per portarle in salvo in terra cristiana. Non fu un pellegrinaggio, ma una vera operazione di intelligence.
L’audacia dei marinai e le spoglie di San Nicola
Ben sessantadue audaci marinai partirono su tre navi cariche di grano, pronti alla “caccia al tesoro”. I marinai, giunti a Myra il 20
Le spoglie di San Nicola arrivano a Bari
Il 9 maggio 1087, le navi rientrarono trionfanti nel porto di Bari. Papa Urbano II benedisse l’impresa e, sulle vestigia del palazzo del Catapano, iniziò a sorgere la Basilica, un capolavoro del Romanico, luogo di comunione tra cattolici e ortodossi. La città di Bari, ogni 8 maggio, non onora solo San Nicola, ma vuole rendere omaggio alla prodezza e al coraggio di sessantadue uomini che, con un colpo di mano, rubarono il futur o al destino e regalarono alla città un’identità eterna.
[giu.par]



